Le ragioni del caso

Io manovro, io dispongo, io che decido di te e della tua vita: sono io al timone della barca, sono io che dirigo, sono colui che, a suo insindacabile giudizio, decide se farti scagliare sugli scogli oppure approdare su una spiaggia meravigliosa.

Sono lunatico, un perfetto stronzo, forse un barbaro sadico e sono qui per renderti la vita un inferno oppure un dolce paradiso.

Dipende tutto da me, dal mio umore, dalla mia voglia di farti del bene o del male.

Adoro questo mio potere,  contrattare e decidere: tu non sei niente ed io sono tutto.

Non per niente mi chiamano Caso.

Ho un nemico acerrimo che voi inconsapevoli chiamate Destino: è un gran figlio di buona donna, perché spesso  si mette in mezzo al mio volere, cambiando il corso delle cose, quasi fosse il buon samaritano, un’anima pia che cura i vostri interessi.

Non illudetevi cura solo i suoi, vi incanta con la storia del “tutto è scritto e niente è immutabile”, si assolve dalle colpe rendendo voi dei perfetti rassegnati.

Io sono quello che sono e gioco a carte scoperte, non voglio essere benevolo e neanche simpatico, non lo faccio per cattiveria, è la mia natura o se preferite “è solo il mio destino”, tanto per prenderlo in giro, così si lusinga.

Egli si nutre di questo  povero illuso che si sente lontano dalla volontà di colui che è meglio non nominare.

Ogni giorno vi creo numerose opportunità: uno che vi saluta per sbaglio, un altro su cui sbattete per caso al mercato o al centro commerciale, una email da uno sconosciuto oppure una strada sbarrata che vi costringe a deviare.

Se solo vi chiedeste il perché, se riusciste ad accettare il fatto che nulla accade a nome mio, sarebbe a dire per caso, che tutto nella casualità ha uno scopo, se solo riusciste a cogliere i percorsi alternativi che ogni giorno, in un modo o nell’altro, vi mando invece di difendervi col vostro realismo…

Certo è più comodo cedere al fatalismo, credere al  destino e dire “tanto tutto è segnato” piuttosto che sforzarsi di decidere e agire e così, giorno dopo giorno, vi condannate ad una vita rassegnata.

E vi incazzate, Dio quanto vi incazzate, quando trovate una strada chiusa o una storia finita perché non vedete l’altra parte del bicchiere, quello mezzo pieno, e non capite cioè che dalle ceneri di un evento può nascere qualcosa di straordinario.

Ci sono cose che non potete modificare, ma per tutto il resto decidete voi.

Prendetevi meno sul serio perché tutto ciò che resta,  aldilà delle scelte, è solo vita.

 

Luca Oliver,

https://www.facebook.com/luca.oliver.372

345 49 04 233

 

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