La logica del Karma

Spesso concentriamo  l’attenzione della nostra vita, coniugando il tempo e le risposte che cerchiamo, esclusivamente al presente, evitando più o meno consciamente di analizzare il concetto di vita rapportandolo al tempo dell’infinito.

La Teoria Metapsicosi o reincarnazione.

In Occidente la parola reincarnazione fa ancora sorridere e spesso è accompagnata da scetticismo: questo perché la nostra cultura monoteista non lascia spazio ad altre possibilità, ma se fossimo nati in Oriente, magari in India, probabilmente a farci sorridere sarebbe proprio il monoteismo.

Come dire cambiando latitudine cambieremo anche idea nello spirito di chi si pone domande in cerca di risposte.

Il Karma (in sintesi il bagaglio delle vite passate) e la reincarnazione offrono spunti per alcune risposte.

Partendo dal principio che la nostra vita attuale è il risultato delle vite passate, ciò ci mette davanti al presupposto di continuità e quindi di una evoluzione continua per ritornare infine ad essere ciò che eravamo agli inizi e cioè luce.

Ogni vita è in sostanza un’esperienza e non esiste il caso nè fortuna nè sfortuna nè bene né male.

Ogni reincarnazione ha  l’opportunità per crescere e andare avanti completando le missioni assegnate che abbiamo definito esperienze.

A darci una mano in questo  complicato passaggio è ciò che John Mumford definisce karma cioè “la legge dell’evoluzione psicospirituale che prevede una reazione uguale e contraria per ogni azione”.

Ad esempio se nella vita passata sarò stato un violento in questa vita subiro’ violenza, ecc.

Questa legge non va intesa come una punizione divina, ma come un passaggio necessario per vivere un’esperienza da un altro punto di vista e per permetterci di evolverci una volta terminata la nostra missione.

Anche se può sembrare assurdo, al mondo non esiste nessun individuo che sta sprecando la propria vita: ognuno di noi sta esattamente nel posto dove deve stare in questo caos solo apparente.

Perché non ricordiamo ciò che siamo stati in passato? Questa è una delle domande più frequenti.

La risposta è “perché se ricordassimo tutto impazziremmo”.

Quando rinasciamo abbiamo delle reminescenze delle vite precedenti, cioè degli input che ci faranno riconoscere la strada da percorrere e le persone che conosceremo.

Mettendo da parte la tecnica della ipnosi regressiva (consigliabile solo in casi strettamente necessari), ognuno di noi può avere una piccola conferma delle vite passate grazie al cosiddetto “dejavu” ovvero la sensazione di essere già stato in un posto anche se per noi era la prima volta, di conoscere da sempre una persona, di sentirci a nostro agio con lei anche se magari la conosciamo da pochi minuti oppure di vivere una scena della nostra giornata avendo la sensazione di averla già vissuta.

Molti studiosi non danno molta importanza al dejavu in quanto lo ritengono frutto di suggestione dovuta alla TV, ai giornali oppure ai libri. Tuttavia questo fenomeno era già noto nell’antichità quando non esistevano di certo i media e il saper leggere era un privilegio destinato a pochi.

Un altro segnale di riconoscimento del Karma è quando d’improvviso sentiamo il bisogno di lasciare determinati luoghi e il lavoro che stiamo svolgendo ci far star male, come quella persona o quegli amici a cui non ci sentiamo più legati.

Questo accade non  perché siamo impazziti, ma semplicemente perché ci stiamo evolvendo e quei luoghi, quel lavoro e quelle persone hanno esaudito il loro compito nella nostra esperienza.

Anche l’astrologia ci dà una mano a riconoscere la precedente vita e la missione che dobbiamo compiere in questa.

Infatti molti astrologi sono convinti che l’ascendente indica il segno zodiacale sotto cui eravamo nati nella vita passata e che il segno sotto il quale siamo nati indichi invece la missione a cui siamo chiamati in questa vita.

Se ad esempio nasco sotto il segno dei gemelli la mia missione sarà nella libertà, nel cambiamento e nella intelligenza intuitiva.

Ciò perché nella vita passata probabilmente la libertà è stata qualcosa a cui ho dovuto rinunciare oppure non sono riuscito  conquistare e devo riuscirci in questa.

Se proviamo a convogliare i nostri pensieri in un prisma emotivo i vari raggi che escono da esso sono risposte di cui abbiamo bisogno, così come abbiamo bisogno di capire perché ci innamoriamo proprio di quella persona oppure abbiamo scelto quei determinati amici nella nostra vita.

Anche in questa faccenda il caso c’entra poco in quanto inconsapevolmente scegliamo le persone di cui abbiamo bisogno non dal punto di vista materiale, ma abbiamo la necessità di apprendere da questi individui cose che a noi mancano a livello di energia e di luce.

Allo stesso modo quando le amicizie o gli amori finiscono la ragione è da ricercare nel fatto che avevano terminato il loro compito nella nostra vita.

Come dicevo in apertura, la reincarnazione e il karma possono aiutarci ad avere risposte sul senso della vita, magari con scetticismo o con ironia, ma puntando i piedi tuttavia su una certezza di non casualità, ma di ordine e di logica nel caos apparente perché come diceva Einstein “Dio non gioca a dadi con il mondo”.

 

Luca Oliver

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