COINCIDENZE O SCELTE?

Negli anni ’90 un anonimo scrittore americano, James Redfield, pubblicò a proprie spese un libro che cambiò la vita di molte persone, ma soprattutto permise a molte coscienze di risvegliarsi. Snobbato dalla critica, “Le profezie di Celestino” vendette oltre 20 milioni di copie, grazie al passaparola e ad un linguaggio semplice che permise a tutti di riflettere e di porsi delle domande. Tralasciando per ragioni di spazio la trama e le relative illuminazioni che descrive il libro, l’attenzione si pone su una parola: coincidenze. Partendo dal presupposto che esse non esistono, la teoria dell’autore pone la questione proprio sulla non casualità: perché ad esempio tra la folla ci capita di porgere lo sguardo proprio su una determinata persona? Perché magari in metro o in autobus abbiamo urtato proprio quell’individuo e non un altro? o magari, portando il ragionamento ai nostri tempi, perché accettiamo un’amicizia su Facebook piuttosto che un’altra? La risposta da parte dell’autore è affascinante come la stessa domanda perché quella persona, presto o tardi, dovrà darci un messaggio o avrà importanza nella nostra vita se solo ci svegliamo ed accettiamo che la casualità è un messaggero del destino. Un altro tema affascinante arriva dal passato e prende il nome di seredipity: semplificando possiamo spiegarla con il trovare qualcosa di diverso da quello che stavamo cercando. L’esempio più famoso potrebbe essere quello di Cristoforo Colombo che cercando un passaggio più breve verso le Indie scoprì le Americhe, ma sarebbe riduttivo perché esempi delle serendipyty esistono soprattutto nella scienza, dove molte scoperte importanti sono avvenute mentre si cercava altro. La penicillina, ad esempio, è nata da un errore e farà sorridere sapere che il viagra è stato scoperto per caso dai ricercatori Pfizer mentre lavoravano ad un farmaco che curasse l’angina pectoris. La lista di questi errori che hanno portato verso altre direzioni sarebbe davvero interminabile. Anche la sociologia e la psicologia si occupano della serendipyty, ma l’aspetto che interessa maggiormente a chi scrive è l’unione delle coincidenze con la possibilità di trovare attraverso le scelte ciò che non stavamo cercando. E se ciò capitasse il merito sarebbe del caso delle coincidenze oppure delle nostre scelte?

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